Come iniziare a studiare qualsiasi lingua da zero

Se siete arrivati fino a qui è probabilmente perché avete deciso di imparare una nuova lingua. Congratulazioni! 🙂

Magari avete già qualche base linguistica, oppure partite da zero. Non importa, in questo articolo voglio fornirvi qualche suggerimento e riflessione su come approcciare lo studio di una nuova lingua.


Il metodo di studio

Fin da bambina ho sempre avuto una grande passione per lo studio delle lingue, e più recentemente mi sono interessata ai processi di apprendimento degli adulti in modo da poter imparare nella maniera più efficace e “spontanea” possibile.

Se siete alla vostra prima lingua straniera da autodidatta, probabilmente il passaggio più importante è quello di identificare quale sia il metodo di studio che fa per voi.

Infatti, non tutti imparano allo stesso modo: vedrete che man mano che progredirete vi renderete conto da soli di quali siano le attività da cui traete maggiore beneficio.

Provate e sperimentate: se qualcosa non funziona, vi annoia e vi blocca, provate a dedicarvi alle attività che vi piacciono di più. L’importante è esporsi costantemente alla lingua e praticarla. Il come e il quando spettano esclusivamente a voi!

Efficacia

L’efficacia dell’apprendimento è importante per due motivi principali:

  • Non sprecare le proprie già limitate risorse (energia, tempo e denaro)
  • Ottenere risultati soddisfacenti in un tempo sufficientemente breve da tenerci motivati (stabilire un circolo virtuoso)

Per essere efficaci è necessario sviluppare un piano di studio che sia personalizzato in base alle nostre esigenze e preferenze, e che sia così sostenibile nel tempo.

Vi faccio un esempio pratico: nel momento in cui decidete di imparare una lingua sarete certamente motivatissimi e magari stilerete un piano di studi in cui prevedete di studiare 2-3 ore ogni giorno.

Tuttavia, se già lavorate o studiate, sarà probabilmente difficile attenersi a questo piano, e dopo qualche giorno finirete per cedere e conseguentemente demotivarvi.

Il vostro piano di studi deve essere attuabile e adattarsi alla vostra routine quotidiana! Ricordate inoltre che è più efficace studiare 20 minuti al giorno tutti i giorni con la dovuta concentrazione, che mettersi sui libri 3 ore una sola volta alla settimana!

Spontaneità

La spontaneità dell’apprendimento è importante per approcciare lo studio nella maniera più graduale e naturale possibile.

Quando si inizia si è sempre molto motivati, ma appena si incontra un ostacolo e la motivazione cede, è la determinazione che ci porta avanti. Se approcciamo lo studio con un senso di leggerezza ci sarà molto più semplice attenerci ai nostri piani.

Studiare una nuova lingua non equivale a mettersi per ore davanti a un testo di grammatica e impararsi parole e regole a memoria. Anzi!

I libri di grammatica sono una risorsa preziosissima ma vanno utilizzati come testi di riferimento per chiarire i dubbi linguistici che incontriamo mentre impariamo la lingua.

La lingua si impara ascoltando, parlando, leggendo e scrivendo. Dobbiamo trovare il modo di integrare queste attività nella nostra quotidianità così che diventino parte della nostra routine e non più uno sforzo.


Obiettivi di apprendimento

Ci sono quattro aspetti fondamentali da coprire quando si approccia una nuova lingua: ascolto, parlato, lettura, scrittura.

Ascolto

In quest’epoca storica, grazie ad Internet, abbiamo accesso a tantissime risorse audio e audiovisive: podcast, video di Youtube, audiolibri, film, serie tv, musica… tutto fa brodo!

Se volete cominciare ad approcciare la lingua con leggerezza, scegliete dei materiali da ascoltare o guardare in base ai vostri interessi, così da essere ulteriormente incentivati a seguire il vostro piano di studio.

Ritagliate del tempo nella vostra routine quotidiana per esercitare l’ascolto, anche passivo. Anche se non capite tutto di quello che viene detto, non importa!

Ascoltare i suoni della lingua che state studiando è molto importante, il vostro cervello li assorbe, li associa, crea connessioni e quando verrà il momento di parlare, renderà tutto più semplice.

Qualche esempio pratico:

  • Ascoltate un podcast in macchina o sui mezzi mentre vi recate al lavoro o all’università
  • Cenate guardando una delle vostre serie preferite su Netflix (potete iniziare con i sottotitoli in italiano, ma vi consiglio di passare ai sottotitoli della lingua che state imparando al più presto)
  • Guardate un tutorial in lingua su Youtube durante una pausa
  • Ascoltate della musica nella lingua che desiderate apprendere, imparate le parole e… cantate! 🙂

Parlato

So che vi sembrerà folle, ma cercate di parlare fin da subito! Non è necessario parlare con un’altra persona, potete cominciare ripetendo a voi stessi parole e frasi che avete appena ascoltato. Provate a riformulare frasi semplici parlando a voi stessi a voce alta.

Questo processo è fondamentale per acquisire sicurezza nel parlato fin da subito. Non solo vi permette di allenare la pronuncia, ma anche di mettere in pratica fin da subito quello che avete appreso e a sedimentarlo meglio nella vostra memoria.

La pratica costante è ciò che permette di consolidare le vostre conoscenza nel lungo periodo. Se vi sentite sciocchi a parlare a voi stessi, nessuno vi impedisce di cercare qualcuno con cui parlare direttamente.

Magari avete già un amico madrelingua con cui fare pratica, altrimenti potreste cercare qualcuno online per fare uno scambio linguistico (tandem), oppure potete pagare un tutor linguistico. A voi la scelta, l’importante è che siate costanti con la pratica!


Lettura

La lettura è specialmente importante per apprendere nuovo lessico e imparare la grafia delle parole.

Non tutti hanno la stessa passione per la lettura, e io stessa tendo a trovare l’attività piuttosto soporifera… Per questo motivo è importante individuare testi che siano al nostro livello e di nostro interesse: per imparare gradualmente senza rischiare di affaticarci eccessivamente e demotivarci.

A questo scopo, trovo che il Kindle sia di grandissimo aiuto: se durante la lettura non conoscete una parola vi basterà toccarla sullo schermo per vederne la definizione!

Sembrano passati secoli da quando dovevo tenere sottomano il dizionario per consultarlo durante la lettura. Ho ancora vivido il ricordo di quanto fosse frustrante leggere un testo troppo complesso e di come dovessi fermarmi continuamente per cercare termini sconosciuti sul vocabolario, perdendo così completamente il senso del discorso. La tecnologia ha fatto passi da gigante e io dico: sfruttiamola a nostro vantaggio!

Scrittura

La scrittura è per me la fase più importante per ragionare sull’uso della grammatica, verificare di utilizzare le espressioni corrette e consolidarne l’uso.

Certo, anche nel parlato si usa la grammatica, ma è nello scritto che abbiamo il tempo per ragionarci su con calma.

Scriviamo ogni volta che possiamo e, se abbiamo un dubbio, andiamo a verificare sulla grammatica, sul vocabolario, e assicuriamoci di utilizzare le regole grammaticali corrette.

Per praticare la scrittura possiamo svolgere dei dettati (ad esempio ascoltando un podcast e trascrivendo ciò che abbiamo ascoltato), oppure più banalmente facciamo la lista della spesa nella lingua che stiamo imparando. 🙂

Altri suggerimenti:

  • Utilizziamo le piattaforme gratuite per fare pratica e farci correggere da madrelingua (ad esempio italki)
  • Troviamo un partner di lingua online per fare pratica per iscritto e facciamoci correggere gli errori più gravi


Come creare un piano di studio

In generale ricordatevi il seguente principio quando vi apprestate a imparare qualsiasi cosa (non solo le lingue).

Se il vostro livello è X, imparerete quando vi troverete ad affrontare materiali e situazioni di livello X+1, ovvero un po’ più difficili del vostro livello attuale, qualunque esso sia. Invece, se proverete ad affrontare materiali troppo facili (X-1) o troppo difficili (X+10), imparerete poco o nulla.

Nel primo caso si resta dentro la propria comfort zone, nel secondo si esce completamente dalla propria comfort zone. Il segreto è espandere la nostra comfort zone in modo graduale.

Nello studio delle lingue questo si traduce nell’utilizzare materiali e risorse di livello leggermente più difficile rispetto al nostro: dobbiamo sforzarci un pochino, ma è inutile leggere o ascoltare materiali eccessivamente difficili. Non solo non capiremo granché ma probabilmente ci demoralizzeremo pure e senza motivo.

Questa considerazione ci porta al nostro ultimo punto che è quello di creare un piano di studi sensato.

Identificare il livello linguistico

Prima di tutto identificate il vostro livello linguistico. Partite da zero? Conoscete già altre lingue? Presumendo che la vostra lingua madre sia l’italiano: state cercando di studiare una lingua affine come lo spagnolo o il francese, oppure una lingua completamente diversa come l’arabo o il cinese?

Una volta determinato il livello linguistico, individuate una serie di materiali di livello adeguato.

Ad esempio, se siete principianti, cercate risorse di livello base (A1-A2). Invece se partite con una conoscenza pregressa o se la vostra lingua target è una lingua affine all’italiano (come lo spagnolo) potete provare ad azzardare al massimo dei materiali di livello intermedio-basso (B1).

Ricordate, dovete cercare dei materiali e risorse che vi permettano di mettere in pratica tutte e quattro le capacità di cui abbiamo parlato sopra: ascolto, parlato, lettura, scrittura.

Integrare lo studio nella routine quotidiana

A questo punto visualizzate la vostra settimana: quando avete tempo di inserire lo studio della nuova lingua nella vostra routine?

In questa fase è importante essere realistici e non esagerare nella pianificazione: delle due è meglio fare un piano “prudente” e se scoprite che avete più tempo ed energie da dedicare allo studio della lingua, ampliatelo man mano.

Una volta che avete definito quanto tempo avete al giorno da dedicare allo studio, decidete in via sommaria come utilizzare questo tempo. Il piano non dev’essere precisissimo nel dettaglio, ma deve stabilire indicativamente come utilizzerete il vostro tempo.


Esempio pratico 1 (lingua “facile”)

Situazione: Parlo italiano e inglese e voglio imparare il francese.

In questo caso, sapere l’italiano mi agevola nello studio della lingua francese, essendo entrambe lingue romanze.

Tempo disponibile: Posso dedicare ogni giorno 10 minuti al mattino (viaggio in macchina verso l’ufficio) e 20 minuti la sera, per un totale di 30 minuti al giorno (come minimo). Mentre nel weekend posso dedicare anche 1 ora al giorno. Totale: 4,5 ore la settimana

Piano di studio:

  • Al mattino posso ascoltarmi un podcast in macchina o praticare un po’ il parlato, ripetendo ciò che ho ascoltato o parlando ad alta voce a me stessa.
  • Alla sera posso fare una lezione del corso Assimil che include: ascolto, lettura e scrittura (grammatica, esercizi e dettato).
  • Nel weekend posso guardarmi un film o una serie tv su Netflix, leggere qualche articolo online e scrivere un post in francese su italki.

Questo è solo un esempio, ed è la modalità che ho usato in passato per studiare sia francese che spagnolo. Se si trattasse di lingue più complesse come per esempio le asiatiche, il russo o l’arabo, dedicherei del tempo extra ad esercitare la scrittura e la lettura, trattandosi di alfabeti e sistemi di scrittura completamente diversi (vedi esempio successivo).

Esempio pratico 2 (lingua “difficile”)

Situazione: Parlo italiano e inglese e voglio imparare il giapponese.

In questo caso, sapere l’inglese mi aiuta non di poco nella mia impresa. Tantissime risorse si trovano solamente in lingua inglese, per cui conoscere solo l’italiano ci preclude una bella fetta di materiale di ottima qualità disponibile online gratuitamente.

Tempo disponibile: Anche in questo caso posso dedicare ogni giorno 10 minuti al mattino e conto di impiegarne almeno 40 la sera, per un totale di 50 minuti al giorno (come minimo). Mentre nel weekend posso dedicare anche 1 ora al giorno. Totale: quasi 6 ore la settimana

Piano di studio:

  • Al mattino posso ascoltarmi un podcast in macchina o praticare un po’ il parlato, ripetendo ciò che ho ascoltato o parlando ad alta voce a me stessa.
  • Alla sera dedicherò innanzitutto un po’ di tempo (15 minuti) a ripassare i vocaboli e la scrittura, utilizzando un sistema SRS (spaced repetition system) come Anki. Dopodiché utilizzerei i restanti 25 minuti per completare una lezione di Assimil che include: ascolto, lettura e scrittura (grammatica, esercizi e dettato).
  • Nel weekend potrei guardare un anime online, fare ancora pratica con i kanji, ascoltare musica J-pop mentre faccio le pulizie e leggere un manga.

Conclusioni

Se questo articolo motiverà anche una sola persona a mettersi a studiare una nuova lingua, sarò una persona soddisfatta. 😀 Ma per il momento mi accontenterei di essere riuscita a fornire anche solo qualche spunto pratico o di riflessione per chi comincia da zero.

Una volta raggiunta una certa dimestichezza con la lingua, sarà inevitabile il confronto a tu per tu con un tutor linguistico o un madrelingua che ci possa aiutare a migliorare la pronuncia e a utilizzare un linguaggio più “fresco e attuale” rispetto a quello dei libri stampati: slang, riferimenti culturali di attualità, e così via…

Solitamente, anche vivendo all’estero, si raggiunge un punto di stallo (il cosiddetto language learning plateau) al di là del quale non si riesce ad andare. Ma questo sarà il tema per un altro post… nel frattempo, diamoci dentro e raggiungiamo insieme un bel B2! 😉



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